Troppe volte ho riscontrato che le persone si trovano a vivere in modo più complicato del necessario piuttosto che cercare una soluzione per far “evolvere” la casa.

Eppure le possibilità ci sono e sono anche a portata di mano e di... portafoglio, basta saperle scegliere e decidere che la qualità della propria vita è un bene inestimabile!

Prendersi cura della casa diventa un modo per prendersi cura di sé!

Ernestina Rossotto
Ideatrice dello Psico Design


Lo Psico Design in breve

Lo Psico Design nasce dalla volontà e dalla necessità di fondere saperi diversi. È una disciplina che regala una straordinaria tanto quanto inedita (com)unione tra psicologia e arte. Una solida ancora, che mira alla creazione di ambienti – siano essi di vita o di lavoro – che rispondano a pieno alle esigenze e alla personalità di chi li vive. Ambienti che siano belli, non per moda, ma perché così li vede chi, in quegli spazi, trascorre il suo tempo.

Obiettivo dello Psico Design è permettere alle persone di trovare armonia, sicurezza e protezione all’interno dei propri ambienti. Attraverso gli oggetti, i materiali, i colori. La capacità di ascoltare e comprendere le persone si unisce alla flessibilità e all’armonia tipica dell’arte. Psico Design, dunque, come movimento creativo e concettuale nel campo dell’arredo ma anche, e soprattutto, come ponte tra psicologia, arte e design.


Definire il proprio spazio
significa definire se stessi

Definire il sé è una delle più complesse per l’essere umano. È tutto un susseguirsi di esperienze di crescita e momenti di crisi, che insieme portano all’autoconsapevolezza. A fare da collante – temporale e trasversale – tra tutte queste esperienze sono, a sorpresa, gli oggetti. Oggetti che nascondono sempre in sé qualcosa di chi li possiede, e che sono il risultato dell‘incontro tra chi siamo e ciò che scegliamo, tra noi e il nostro spazio.

Basti pensare a qualcosa che ogni giorno utilizziamo, come al divano ad esempio. Se ci fermiamo a pensare alla sua storia, riviviamo un po’ anche la nostra. Emozioni, persone, ricordi. Gli oggetti ci accompagnano in un viaggio a ritroso, aiutandoci a ricordare e a rivivere parti di noi.

La definizione del sé passa così attraverso la definizione dell’ambiente e la scelta degli arredi: è questo che lo Psico Design teorizza. La casa come abito dell’anima.
Un po’ come l’utero materno, la casa protegge l’essere umano. Ecco perché, se costruita in armonia con l’universo e con il nostro corpo, diventa un ambiente terapeutico.

Se la bioarchitettura si occupa dei materiali di costruzione e dell’aspetto energetico e il feng-shui si concentra sull’impatto che colori e arredi hanno sulla psiche umana, lo Psico Design assume un approccio più ampio e integrato del costruire e dell’abitare, concentrandosi anche sull’aspetto psicologico degli individui e la loro proiezione sul proprio ambiente.

Spazio pubblico e spazio intimo

Ci sono parole che è difficile immaginare, astratte come sono. Una di queste è il vuoto.
Cos’è il vuoto? Il vuoto è una negazione, uno spazio cui dà vita una sottrazione.
Tolti gli oggetti, ecco lo spazio. Spazio pubblico, detto anche spazio relazionale. Collettivo. Aperto all’uso, all’azione, allo stimolo.

Si possono distinguere gli spazi pubblici, o relazionali, e gli spazi intimi.
I primi sono destinati alla socialità, alla comunione con l’altro, i secondi sono deputati allo svolgimento di bisogni primari personali. Tale distinzione è profondamente legata all’evoluzione della società. Se un tempo cibarsi era considerata una funzione privata, oggi, al contrario, il cibo è considerato un forte aggregatore sociale, capace di stimolare relazioni e comunicazioni.

Unità di misura dello spazio è il corpo, quindi lo spazio non è una cosa omogenea o neutra. Ciascuno lo vive a partire dal proprio corpo, punto di riferimento per orientarsi e direzionarsi e poiché il corpo è dinamico, lo spazio cambia attorno e insieme a lui.

Lo Psico Design aiuta a definire gli spazi, a suddividere lo spazio pubblico da quello intimo, a definire lo spazio relazionale, a creare lo "spazio-bolla" che protegga la nostra intimità.
Con pochi e mirati interventi di interior design,  crea arredamenti personalizzati, in base alle richieste e necessità del committente.


NOTE BIBLIOGRAFICHE

  • Murray Bowen, “Dalla famiglia all’individuo. La differenziazione del sé nel sistema familiare” Astrolabio Ubaldini, 1980. A cura di: M. Andolfi, M. De Nichilo.
  • G.P. Spirito, “Spazio come vuoto flessibile” Gangemi editore, 2011.
  • E.T. Hall, “La dimensione nascosta” Bompiani, Milano, 1969.
  • R. Sarti, “Vita di casa. Abitare, mangiare, vestire nell’Europa moderna” Laterza, Roma-Bari 2011.
  • Aymonino A., “Spazi pubblici contemporanei. Architettura a volume zero” Ed. Skira, 2006.
  • Vigna D., Alessandria M.S., “La casa tra immagine e simbolo” Ed. Utet, 1996.